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Ski Stadium Monteserra. Parco pubblico o club privé?

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Molti utenti ci hanno contattato rappresentando anomale circostanze riguardanti lo Ski stadium MonteSerra, la pista di sci in materiale plastico alle pendici dell’Etna (Viagrande). Forniamo con rammarico un resoconto delle notizie pervenute.

Dopo un avvio nel 2007 che ha avuto un discreto successo e interesse anche da parte degli organi di stampa nazionali essendo la pista di sci artificiale più a sud d’Italia (a cui il nostro portale ha dato un contributo attivo attraverso la promozione offerta dai maestri di sci del nostro staff, materiali per l’allestimento del nolo e pubblicità offerta gratuitamente sulle nostre pagine) il parco sembra essere sceso in una fase di oblio a causa di diverse vicissitudini.

Infatti un paio di anni fa la pista in neveplast fu vittima di un incendio e rimase per parecchi mesi fuori uso fin quando, anche stavolta in piccola parte grazie all’opera di “volontariato manovale” messa in campo da alcuni componenti del nostro staff, venne ripristinata e riaperta al pubblico. Lo scorso anno fu poi chiusa a causa di una vecchia controversia economica tra il comune (lo skistadium ricade in un parco sub urbano del comune di Viagrande n.d.r) e l’originario proprietario del terreno (fonte La Sicilia). Oggi la pista di sci artificiale, di proprietà della cooperativa Monteserra Onlus (no profit-ovvero finalità mutualistiche), ha riaperto i battenti con una gestione affidata ora ad un club privato. Fin qui nulla di anomalo se non fosse per il fatto che il neo- gestore, come ci segnalano alcuni utenti, stia regolamentando l’accesso alla pista, che comunque rimane un servizio pubblico, con modalità che, qualora tutte le notizie venissero ulteriormente confermate ufficialmente, appaiono discriminatorie. L’ultimo episodio ci è stato riportato da alcuni utenti che, recatisi alla pista per poter soddisfare la smania di neve prestagionale, non sono stati autorizzati all’accesso. Tale testimonianza appare verosimile. Infatti spiace segnalare che episodi discriminanti sono stati recentemente adottati anche nei confronti di alcuni maestri di sci che prima di tale cambio già lavoravano allo skistadium. Il neogestore, configurando un chiaro conflitto di interessi essendo un’insegnante di sci, ha deciso arbitrariamente chi può lavorare all’interno della pista, rifiutando le richieste di maestri e sci club nonostante siano in possesso di tutte le qualifiche e autorizzazioni di legge. Per chiarire ulteriormente: è come se in una qualsiasi stazione sciistica il gestore degli impianti, che ha in concessione l’uso del terreno pubblico, decidesse di precludere l’accesso in pista ad alcune categorie di utenti e professionisti senza alcuna giustificazione. Ci si chiede dunque, come hanno fatto i nostri utenti, se tale gestione da “club privé” sia accettabile in un contesto di strutture realizzate su un terreno pubblico da un ente, che grazie ad una concessione comunale, svolge le sue attività in un parco sub-urbano. Ma ci si chiede soprattutto se nel contratto di concessione sia prevista la facoltà da parte del gestore di poter decidere chi far accedere all’interno del parco anche pagando il regolare biglietto.

La questione la giriamo al Sindaco di Viagrande ed alle Autorità competenti.

 

 

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