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Skilift Coccinelle: nessuna certezza sull'apertura!

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Questa in sintesi la situazione evidenziata nella riunione di Sabato scorso.

Sabato scorso, 23 Ottobre 2010, si è svolto a lInguaglossa l'incontro organizzato dalla locale sezione del PD, inerente lo stato dei lavori dell'impianto Coccinelle, skilift nevralgico per la stazione sciistica di Piano Provenzana. Era presente il Sindaco, il consiglio, numerosi cittadini e operatori turistici. La ditta STAR, concessionario dell'impianto non era presente in forma ufficiale, ma tramite un suo dipendente che ha letto una comunicazione in risposta all'invito alla riunione non ritenendo, in sintesi, di dover partecipare all'incontro poiché l'argomento era ristretto al solo skilift Coccinelle, circostanza troppo limitante in quanto, secondo la stessa ditta, riguardo lo skilift Coccinelle sono già in opera tutte le azioni di ricostruzione del caso rendendo non necessaria la partecipazione sull'argomento.

 La Star ha aggiunto infine che il completamento tecnico dello skilift è al momento condizionata dalla mancata autorizzazione di alcune documentazioni da parte della regione e quindi da cause non dipendenti da essa. La riunione è seguita con una serie di interventi da parte dell'amministrazione comunale, in cui si evidenzia una circostanza piuttosto singolare che in qualche modo potrebbe essere collegata alle problematiche poste dalla Ditta. Tale ipotesi vedrebbe l'effettivo completamento del Coccinelle per la stagione in arrivo, condizionato anche da motivazioni di carattere economico, ovvero dalla richiesta da parte della STAR della gestione dello skilift Anfiteatro per un periodo superiore ai 18 anni. Da qui sorgerebbe la diatriba, in quanto il comune non sarebbe disposto a concedere l'impianto per un periodo così lungo, ma solo fino alla realizzazione dell'impianto Monte Conca. In sostanza in tale contesto di estremo fermento, per usare un eufemismo, vediamo sempre più lontana l'apertura dell'impianto Coccinelle, nonostante sia stato annunciato il massimo impegno dell'amministrazione per la soluzione dei problemi burocratici posti dalla ditta. Come vediamo molto lontano il ritorno ad una situazione di normalità nella stazione nord etnea dato che non sono state fornite, risposte chiare sul futuro dell'impianto Monte Conca. Infatti il nostro intervento alla riunione ha posto l'accento non solo sul futuro dello skilift Coccinelle, per quanto importante, ma sull'intera stazione praticamente ferma al post eruzione dal punto di vista turistico. Infatti consola poco sapere che sono stati ultimati i parcheggi, ma che mancano le strutture scioviarie importanti. Siamo riusciti solo a capire che l'attuale amministrazione, non può pronunciarsi in merito a tempistiche di realizzazione, in quanto si batterà per la realizzaziome del project financing che vorrebbe lo sviluppo della stazione con moderni impianti di risalita e alberghi nell'area di Monte Conca. Intanto l'unica certezza oggi rimane l'apertura della seggiovia quadriposto Pouchoz Tanaurpi e della pista baby. Ci sembra del tutto inutile poi trascrivere tutto il contenuto della riunione e la registrazione audio da noi effettuata, poiché dopo gli interventi ufficiali si sono susseguiti interventi tendenzialmente polemici, sterili e poco costruttivi in funzione dell'argomento trattato. Aldilà di riportare i meri fatti di cronaca, vogliamo fare un'analisi della situazione, partendo proprio da una visione dei fatti, che vede questo territorio una stazione sciistica degna di questo nome prima del 2002 e in pressochè totale regressione dopo l'eruzione. Da discreti osservatori della realtà etnea infatti proviamo solo a comprendere i motivi di tale situazione, che riguarda non solo Linguaglossa ma tutto il "marchio" Etna. Riteniamo che per creare sviluppo sia necessario creare un sistema basato sulla C-O-N-C-O-R-R-E-N-Z-A, solo questa porta a stimolare investimenti sul territorio volti a creare un indotto turistico produttivo. L'unica certezza è che stupidissime lungaggini burocratiche (spesso capro espiatorio) e men che meno assurde "guerre tra poveri" possano giovare. Nel caso di Piano Provenzana, pensando ad una futura evoluzione risulta molto difficile che qualsiasi imprenditore voglia investire solo in funzione della stagione invernale, notoriamente poco prolifica rispetto al turismo estivo. Inoltre il tessuto sociale è uno dei fattori principali per poter creare turismo. Oggi il grande problema dell'Etna appare evidentemente essere che ad una enorme potenzialità del territorio corrispondono scarsissime potenzialità umane, sociali, politiche e imprenditoriali in grado di sfruttare, a parte singole eccezioni a tutti note, le risorse presenti. Intendere l'Etna ancora frammentata e suddivisa tra i vari versanti, amplifica questa triste realtà. Unica soluzione possibile per noi, sarebbe di attrarre investimenti nuovi sul territorio, non solo con singoli soggetti, ma attraverso la creazione di sinergie, anche esterne. Noi auguriamo a Linguaglossa che possa trovare una direzione in tal senso prima possibile.

 

 

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