Domenica 13 Gennaio 2008 ore 10:15 – NICOLOSI - Siamo appena tornati dalla montagna. Oggi per molti non sarà una giornata di sport sulla neve. Non si può sciare? Si, la giornata è bellissima. C’è il sole, c’è la neve, gli impianti sono aperti. Incombe però, sopra le nostre teste, una nuvola nera portatrice di cattivi presagi. Un’entità contro la quale nulla può il povero ingenuo sciatore o turista:l’uomo. Questa mattina, come già accaduto in passato, ne siamo stati direttamente testimoni.
Ieri pomeriggio sull’Etna è imperversata una breve ridicola buferina che ha fatto depositare sul manto stradale qualche centimetro di neve (2 o 3 al massimo). In località vocate al turismo invernale il senso civico, semplici norme di sicurezza e interessi economici degli operatori avrebbero generato un semplice riflesso condizionato:sgombrare il manto stradale e spargere il sale per evitare la formazione di ghiaccio. Invece chi come noi stamane è salito su entrambe la strade provinciali che si dirigono nella stazione nicolosita ha dovuto amaramente constatare che tali “accorgimenti”- che permettono di garantire la pubblica sicurezza e viabilità - non sono considerati necessari dagli organi preposti. Oggi, Ore 8:15 – Proviamo a salire dalla strada provinciale “Salto del cane” – Pedara. Nessun posto di blocco impedisce l’accesso. A pochi chilometri da Rifugio Sapienza troviamo la presenza di uno spesso strato di ghiaccio. Ci sembra già assurdo che – non essendo passato il mezzo spargisale – ci sia uno strato di ghiaccio di 3-5 cm paragonabile a vetro insaponato. Ci fermiamo, in un tratto di leggera salita (del resto è tutta in salita e le piazzole di sosta erano lontane) a mettere le catene a bordo della carreggiata. La macchina, con freno a mano e marcia inserite inverosimilmente scivola (senza nessuno a bordo) per venti metri prendendo sempre maggiore velocità. L’auto scivola almeno a 20 km orari costituendo un pericolo per noi stessi e gli altri (ma al momento per pura fortuna non vi era nessuno). Miracolosamente uno di noi è riuscito –correndo sul ghiaccio! - a saltare a bordo della macchina e a dirigerla sul guard rail ghiacciato strisciando la fiancata sul ghiaccio vivo per altri 30 metri con la vettura che invece di rallentare accelera ancora. Tra panico e concitazione per evitare di prendere ancora maggiore velocità l’unica soluzione è farla tamponare di coda prima di una curva dove potrebbe salire un altro veicolo. Cose dei pazzi direbbe qualcuno o scene da film qualcun altro. Invece è tutto vero e alla luce di quanto accaduto, nonostante gli accorgimenti di sicurezza presi, il danno peggiore poteva non essere la giornata di sano divertimento andata in fumo o di lavoro buttato alle ortiche o i danni riportati all’auto (pazienza, poteva appunto andare peggio) ma il rischio di poter piombare su un altro mezzo fermo o peggio ancora su un inconsapevole automobilista intento a montare le catene.
VERGOGNA! Una situazione di pericolo SUPERFLUA generata dall’assenteismo dei rappresentanti del popolo, bravissimi per contro a pianificare azioni di controllo per i divieti di sosta e le strisce blu o a piazzare autovelox per chi supera i 30 allora. Giusto che il cittadino abbia doveri da rispettare. Ma solo loro?
Nel frattempo salgono altre auto. Solo un paio di fuoristrada gommati da neve riescono a transitare. Tutti gli altri si devono fermare, bloccano la strada. Si creano i “tipici” ingorghi che caratterizzano le strade etnee. Decidiamo allora di tornare indietro ed imboccare la S.P. 92 Nicolosi-Etna. Anche qui nessun organo di controllo. Pensiamo: sicuramente se non vi sono pattuglie a regolare il traffico e verificare la presenza di catene a bordo, la strada sarà transitabile. Siamo dei poveri illusi! Non è passato nessun mezzo. Ghiaccio sulla sede stradale. Enorme fila di auto, pullman e fuoristrada incolonnati in entrambi i sensi di marcia. Non si riesce proprio a salire. Oggi per molti non sarà una giornata di sci o di lavoro. Ma una giornata di stress, di frustrazione e per alcuni – noi ne siamo stati diretti testimoni - anche di serio pericolo all’incolumità personale.
Sono le 9,15. Dopo uno spavento enorme e una bella scarica di adrenalina (di cui avremmo fatto a meno) ci rendiamo conto che in provincia di Catania pochi centimetri di neve diventano una calamità naturale. Un fenomeno di straordinaria entità (non la neve, ma il disinteresse politico-istituzionale) che si abbatte sul cittadino impotente. Continuare a mantenere una situazione di immobilismo del genere equivale - a nostro parere – a continuare a legalizzare una situazione di irresponsabilità, poiché chi dovrebbe agire e invece rimane indifferente implicitamente crea situazioni di intollerabile pericolo e, in secondo luogo, di mancata fruizione turistica della località - ma ciò da noi che di turismo potremmo viverci e invece lesiniamo miseria e disoccupazione non ci scandalizza- la cui soluzione sarebbe un minimo di impegno nel garantire un normalissimo servizio pubblico. Al ché la solita domanda:deve per forza farsi male qualcuno prima che la Provincia, il comune o l’assessore di turno dia la parvenza di muoversi???




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