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Etna - Nuovo studio:deformazioni ed eruzioni caratterizzano attività ciclica

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Palermo, 19 feb. (Apcom) - Per effetto del progressivo accumulo di magma sotto l'apparato vulcanico e della sua successiva emersione in superficie attraverso le eruzioni, l'Etna si gonfia e si sgonfia ciclicamente, deformandosi fino a produrre lunghe fessurazioni sui fianchi del vulcano, che possono diventare sede di pericolose eruzioni laterali. E' quanto emerge da un articolo apparso sull'ultimo numero di Geophysical Research Letters a firma di Marco Neri e collaboratori (F. Casu, V. Acocella, G. Solaro, S. Pepe, P. Berardino, E. Sansosti, T. Caltabiano, P. Lundgren e R. Lanari).

L'articolo riassume l'attività eruttiva dell'Etna avvenuta tra il 1992 ed il 2006, mettendola in relazione con le deformazioni del suolo analizzate mediante interferometria radar (InSAR) satellitare, che hanno interessato il vulcano nello stesso periodo. Tale studio ha permesso di proporre un modello di "funzionamento" del vulcano, utile anche per la valutazione e mitigazione del rischio nell'area etnea.

In particolare, sono stati distinti due diversi comportamenti del vulcano: a) progressivo rigonfiamento di circa 1 cm/anno, accompagnato da crescente attività eruttiva dai crateri sommitali (periodo 1993 - giugno 2001); b) "sgonfiamento" del vulcano, con diffusa deformazione del fianco orientale, traslato di decine di centimetri verso mare, accompagnati da attività eruttiva emergente da fessure localizzate lungo le pendici del vulcano (periodo luglio 2001 - 2005). Questi due comportamenti dell'Etna sembrano correlabili con la rapidità con cui il magma si è accumulato sotto il vulcano nel periodo 1993-2001. Raggiunta una certa soglia di accumulo critico sostenibile di magma, in corrispondenza dell'eruzione del luglio 2001 il vulcano è stato lacerato da fessure eruttive sui suoi fianchi, innescate dalla risalita di dicchi. Tali fessure hanno permesso, in aggiunta alle sempre attive bocche eruttive sommitali, il rilascio del magma accumulato negli anni precedenti. La fuoriuscita copiosa del magma dalle fessure, in particolare nelle eruzioni del 2001 e del 2002-2003 e del 2004-2005, ha causato lo sgonfiamento del vulcano e la violenta accelerazione delle deformazioni dei suoi fianchi verso mare. I risultati ottenuti evidenziano l'estrema importanza delle analisi multidisciplinari per la comprensione dei fenomeni vulcanici, in particolare attraverso il confronto tra i tassi deformativi del suolo ed i tassi di risalita e fuoriuscita magmatica. Il ciclo eruttivo analizzato, quindi, presenta un modello utile alla comprensione del funzionamento non soltanto dell'Etna, ma anche di altri vulcani basaltici nel Mondo.

 

 

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