Il magma etneo proviene dalla parte più superficiale del mantello terrestre ed essendo più leggero delle rocce incassanti risale in virtù della spinta di Archimede fratturando la crosta rigida sovrastante. Contrariamente a quanto si creda non sono i gas a causare la risalita profonda del magma le cui variazioni della composizione chimica consentono di valutare meglio l’attività eruttiva.
Dalle analisi petrochimiche effettuate presso l’Istituto Ricerca Medica e Ambientale I.R.M.A. di Acireale in spettrometria di massa sui materiali emessi nel corso dell’ultimo evento eruttivo del 29 agosto 2011 si evince una tendenza alla diminuzione del magnesio che prima mostrava un trend in incremento. Ulteriori indagini strumentali, effettuati in collaborazione con il Prof. Giuseppe Patanè dell’Università di Catania, inducono a ritenere che, permanendo le attuali condizioni vulcano tettoniche, l’attività eruttiva del cratere Sud-Est Orientale (chiamato anche Nuovo SE) possa diminuire in intensità e frequenza. Il tredicesimo evento vulcanico dell’anno in corso si attende nel corrente mese di settembre con iniziale attività stromboliana, caratterizzata da esplosioni, che successivamente si trasforma in hawaiana con fontane di lava che possono raggiungere l’altezza di svariate centinaia di metri e generare eventi ceneritici i quali, a seconda la direzione del vento, interessano i numerosi centri pedemontani etnei causando disagi alla circolazione veicolare, soprattutto a due ruote, e occlusione dei tombini con consequenziale incremento della pericolosità in caso di eventi idraulici di elevata intensità. Per il resto la cenere vulcanica fertilizza il suolo apportando ai terreni minerali utili come dimostrano le piante pioniere etnee di alta quota che crescono sulle aride distese di tephra. L’attuale attività etnea per la sua spettacolarità costituisce un’attrattiva che sta richiamando turismo sull’Etna, tuttavia i gestori delle attività commerciali di Nicolosi Nord, a fronte di un significativo incremento di presenze, lamentano una diminuizione degli incassi segno tangibile dell’attuale periodo di crisi economica. Agli appassionati dell’Etna si ricorda che fino al 23 settembre vige l’ordinanza prefettizia di divieto di accesso all’area sommitale del vulcano a quota superiore a 2920 m s.l.m. per “elevata criticità”.
Giovanni Tringali, direttore I.R.M.A.




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