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Sci, i consigli prestagionali

Gli sci Con l'arrivo delle prime nevicate torna la voglia di andare a sciare. Attenzione però a non affrontare la prima discesa della stagione senza una discreta preparazione fisica e, cosa non meno importante, dei vostri sci. Se alla fine della scorsa stagione avete avuto l'accortezza di riporre gli sci sciolinati e preparati, allora basterà togliere la sciolina in eccesso con una spatola in plexiglas apposita per questo lavoro. Se viceversa, la scorsa stagione avete riposto gli sci senza nemmeno asciugarli, allora probabilmente il risultato sarà quello di avere lamine arrugginite e solette ossidate. In quest'ultimo caso non disperate, c'è comunque un rimedio. Si presenteranno a voi due alternative: A - le lamine degli sci si sono conservate abbastanza bene e nell'ultima uscita stagionale avevano ancora una buona tenuta sulla neve dura. In questo caso sarà sufficiente lucidare le lamine con una gomma abrasiva apposita (sconsiglio la carta vetrata perché smorza l'affilatura della lamina) e ravvivare l'affilatura della lamina con una pietra di ceramica o ancora meglio con un'apposita lima diamantata di grana media. Basterà infine sciolinare a caldo la soletta, spatolare la sciolina in eccesso e spazzolare con una spazzola in crine. B - le lamine degli sci sono completamente arrugginite e la soletta presenta numerose abrasioni profonde o comunque è molto secca. In questo caso la situazione è più grave e difficilmente risolvibile con i mezzi che si possono avere a casa e sarebbe opportuno rivolgersi ad un laboratorio professionale e qualificato. Sconsiglio vivamente a tutti di affrontare qualsiasi pista con gli sci in tali condizioni, soprattutto se è la prima uscita stagionale. Il laboratorio, che dovrà disporre di macchinari specifici, ma soprattutto di personale in grado di utilizzare al meglio macchine e utensili, rimetterà il vostro sci a nuovo seguendo questi procedimenti: se necessario viene rettificata la soletta a macchina ( procedimento che rende perfettamente piana la soletta) e viene effettuato il tuning (abbassamento della lamina sul piano soletta dello sci), poi vengono riparate le abrasioni sulla soletta e successivamente vengono affilate le lamine a mano o a macchina (dipende da laboratorio a laboratorio); L'affilatura a mano, che personalmente prediligo, garantisce una maggiore precisione e durata nel tempo rispetto a molti macchinari. L'affilatura a macchina, a seconda di come si opera, può garantire un buon lavoro per la maggior parte degli sci, e non è sempre corretto puntare il dito, come spesso si fa, su questo procedimento. Infine gli sci devono essere sciolinati e spazzolati. Tutti i metodi per preparare gli sci verranno illustrati nelle successive lezioni. Gli attacchi Non trascuriamo mai gli attacchi che a fine stagione vanno scaricati (regolare il peso al minimo) e regolati ed oleati con olio CRC o simili ad inizio e nel corso della stagione. Gli scarponi Gli scarponi usati non richiedono generalmente interventi ad inizio stagione. Controllate l'usura generale delle plastiche e soprattutto della suola che non deve essere troppo rovinata. Eseguite il controllo inserendo lo scarpone negli attacchi e controllando che questi serrino lo scarpone senza "gioco". Se avete acquistato uno scarpone nuovo, una settimana prima dell'avvio della stagione, sarebbe buona abitudine indossarli per una decina di minuti al giorno a secco in modo da performare le scarpette al vostro piede e ridurre i possibili dolori dovuti all'adattamento. EtnaSci consiglia a tutti l'uso del casco per motivi di sicurezza e ricorda che per i minori di 14 anni è obbligatorio.

La scelta dell'attrezzatura

La scelta degli sci La scelta degli sci deve essere fatta considerando vari fattori: il proprio livello tecnico, il peso, l'altezza e la destinazione d'uso dello sci. Le ditte attualmente hanno semplificato la produzione degli sci immettendo sul mercato una categoria praticamente unica denominata Allround, ed eliminando (anche se non tutte le aziende) gli sci Easy. La suddivisione attuale prevede dunque sci allround entry level e sci allround top level. In sostanza gli sci allround entry level coprono un range di utenti che va dal principiante agli sciatori in evoluzione verso un alto livello tecnico. Agli sciatori di alto livello, che cercano un compromesso tra buone performance e facilità d'uso, sono dedicati gli allround top level. Praticamente in commercio non è possibile più reperire sci "puri" da slalom e da Gigante, che devono avere determinate caratteristiche per essere utilizzati da atleti e agonisti e che vengono venduti solitamente mediante contratti, e si è invece consolidato lo sci Race Carve (per sciatori esperti o agonisti amatoriali). Solitamente salendo di categoria aumenta anche il prezzo in modo proporzionale. Risparmiare è sempre meglio, ma è necessario scegliere lo sci più adeguato per il vostro fisico e tecnica, anche se costa di più. Una buona alternativa potrebbe essere acquistare un modello dell'anno precedente ed acquistarlo con un ottimo sconto. Considerate che tutti gli sci in commercio sono destinati al grande pubblico, quindi sono progettati in modo tale da offrire una buona maneggevolezza a tutti i possibili sciatori - (nota: come detto agli atleti professionisti vengono forniti sci che si discostano molto da quelli commerciali, in quanto questi hanno esigenze, allenamento e tecnica ben diverse dai "comuni mortali"). In linea generale è giusto attenersi alle suddette indicazioni di destinazione d'uso , tuttavia non sempre ciò risulta essere una regola assoluta e solo un bravo tecnico/venditore è in grado di assistervi al meglio nell'acquisto. La scelta degli scarponi Quando dovete acquistare un paio di scarponi nuovi affidatevi ad un negozio che abbia un buon assortimento, ma soprattutto addetti alla vendita esperti, pazienti e che vi ispirino fiducia; lo scarpone è molto importante e va scelto con cura. Oggi le aziende producono scarponi molto più comodi rispetto al passato e non è difficile trovare uno scarpone adatto alla morfologia dei nostri piedi. Quando dovrete scegliere lo scarpone tenete a mente alcuni consigli: portatevi il calzino che indosserete quando scierete, considerate scarponi idonei al vostro livello tecnico (seguite la destinazione d'uso fatta sopra), scegliete la misura dello scarpone da provare riferendovi alla misura delle vostre scarpe da ginnastica. Una volta calzato lo scarpone, battete il tallone sul pavimento con moderata forza e chiudete le leve, alla prima ghiera, dal basso verso l'alto. La calzata deve essere comoda, La caviglia e il tallone ben avvolti, le dita non dovrebbero essere completamente immobili, ma libere di fare piccoli movimenti. Una volta acquistato lo scarpone, eseguite tutte le regolazioni di cui è dotato lo scafo, come ad esempio il canting laterale. Tale importante regolazione si esegue indossando lo scarpone e svitando la vite con la brucola apposita, eseguite numerosi piegamenti sul gambetto e serrate la vite di regolazione. Note: Lo scarpone va scelto della misura esatta e non più grande. Ai bambini cresce il piede in breve tempo, ma non per questo bisogna acquistare uno scarpone due misure più grande. Ciò oltre ad essere molto pericoloso, in quanto diminuisce il controllo sugli sci, non aiuta il bambino a progredire tecnicamente. Se si vuole risparmiare è meglio cercare scarponi nuovi rimasti invenduti, quindi ottenendo sconti maggiori (solitamente si applica il 40 % sull'attrezzatura rimasta dagli anni precedenti) o optare per l'acquisto di un usato ben mantenuto, probabilmente utilizzato da ragazzini a cui è cresciuto il piede. La scelta degli attacchi E' bene chiarire che non c'è attacco in grado di riuscire ad evitare tutti i possibili infortuni. Ogni caduta è diversa da ogni altra e in certe condizioni un attacco potrebbe non rispondere correttamente alla sollecitazione ricevuta. Ricordatevi insomma che l'attacco è sostanzialmente un meccanismo costituito da molle d'acciaio che non hanno intelligenza. Tuttavia gli attacchi moderni, regolati correttamente, riescono ad offrire un buon livello di sicurezza nella maggior parte delle cadute. Detto questo la scelta di tale dispositivo di sicurezza va fatta soprattutto in base al peso. Gli attacchi misurano il peso nell'unità internazionale DIN (1 DIN è equivalente a 11 Kg). L'attacco ideale affinché funzioni al meglio non dovrebbe essere regolato oltre i tre/quarti del valore DIN totale dell'attacco. (Quindi mai regolare i valori dell'attacco al massimo) Ciò significa che una persona di 90 Kg non userà un attacco con un valore massimo di 9 Din (1 DIN=11Kg; 9 DIN=99 Kg) ma piuttosto adopererà un attacco con un valore massimo almeno di 11 DIN. - Per quanto riguarda i rialzi, bisogna considerare che questi supporti vengono interposti tra la base superiore dello sci e l'attacco, ed hanno un duplice effetto: Da un lato il rialzo aumenta la leva che si forma tra la gamba e il terreno, per cui aumenta la possibilità di inclinazione e allo stesso tempo diminuisce la possibilità che lo scarpone tocchi la neve facendo perdere l'equilibrio (ecco perché per gli atleti sono appendici indispensabili); Dall'altro bisogna considerare che aumentando la distanza dello scarpone dal terreno, viene innalzato anche il baricentro corporeo, per cui diminuiscono la sensibilità e il controllo degli sci. Insomma se montiamo rialzi non troppo spessi (1-1,5 cm) allora potremo ottenere tangibili vantaggi, più centimetri sono giustificati solo per chi fa un utilizzo estremo degli sci (i Fun Carver) ormai quasi finiti nel dimenticatoio. Comuque ormai le ditte dotano i propri sci e attacchi con rialzi premontati facilitando la scelta. La scelta dei bastoncini I bastoncini vanno scelti in base all'altezza dello sciatore. Girando il bastoncino al contrario (con la punta rivolta verso l'alto) impugnatelo sotto la base della rondella, a circa 5 cm dalla punta. Se l'angolo costituito dalle vostre braccia e dal gomito forma un angolo di circa 90° (angolo retto) avrete trovato il vostro bastoncino.

L'importanza di avere sci e snowboard sempre preparati

Non tutti sanno che i propri sci o la propria tavola dopo un uso più o meno intenso devono essere oggetto di un bel rimessaggio. Infatti durante l'uso si saranno rovinate sia lamine che la soletta (in base alle condizioni delle piste in cui si è sciato). Cerchiamo di rispondere ad alcune domande. Perché lo sci deve essere riparato? Uno paio di Sci (o tavola) non preparato e lasciato al suo destino (magari lasciato ad arruginire in cantina) infatti è lento, gira male, "tiene" poco la curva, non ha tenuta sul ghiaccio. Quindi è meno sicuro e meno divertente rispetto ad uno sci nuovo o riparato. Il rimessaggio degli sci può essere fatto personalmente (anche sul nostro sito trovate un manuale alla preparazione fai da te) o ancora meglio affidandosi ad un laboratorio di sci specializzato. L'importante è affidarsi a skiman esperti che sappiano dove mettere le mani perché in caso d'errore si potrebbe danneggiare irreparabilmente la vostra attrezzatura. Da una decina d'anni esiste in Italia un'associazione che forma e raggruppa questi professionisti che spesso hanno vissuto esperienze a fianco di atleti di altissimo livello. I laboratori affiliati all'associazione skiman espongono sempre il diploma conseguito. Come viene riparata l'attrezzatura? Lamine e soletta dopo l'uso e la mancanza di una adeguata manutenzione presenteranno abrasioni di varia natura, ruggine, imperfezioni. Lo skiman, grazie alla sua esperienza e ai macchinari a sua disposizione, solitamente ripara le abrasioni e i buchi, rettifica la soletta, affila le lamine e infine sciolina la soletta per rendera più veloce. Un laboratorio professionale possiede le attrezzature necessarie per tutte queste operazioni, difficilmente ottenibili a mano. Tuttavia la rifinitura del lavoro si fa sempre a mano per ottenere un lavoro perfetto. Se lo sci non è molto rovinato potrebbe essere necessaria la sola affilatura delle lamine e l'affilatura. Ogni quanto va riparata l'attrezzatura? Dipende da quanto si è rovinato lo sci dopo aver sciato. Infatti in presenza di sassi e ghiaccio lo sci sarà già abbastanza rovinato dopo poche volte e si renderà necessaria la riparazione. Lo sciatore o rider si dovrebbe rendere conto da solo se la propria attrezzatura non garantisce più le stesse prestazioni. La sciolinatura dovrebbe essere eseguita spesso e non essendo un'operazione difficile potrebbe essere eseguita da soli seguendo le istruzioni del nostro skiman. Mentre sarebbe una buona norma far fare il rimessaggio degli sci ogni fine stagione prima di riporli nel magazzino perché in questo modo la soletta non si ossiderà e l'attrezzatura non si rovinerà prematuramente. Un'attrezzatura trascurata invecchia prima! Quali sono i costi di una riparazione? Dipende dalla riparazione. In ogni caso si va dai circa 8€ per la sciolinatura ai 20/30€ per un servizio completo comprensivo di impronta (un particolare della soletta trattamento eseguito con costosi macchinari). Al Nord Italia spesso i prezzi sono più alti e non è affatto detto che i lavori siano migliori. A chi rivolgersi? Nel sud Italia non esistono molti laboratori tecnici di riparazione sci. Personalmente per questo motivo nel 2000 ho deciso di aprire un centro di riparazione sci e snowboard (proprio all'interno della sede dello Sportclub EtnaSci) dopo aver conseguito la qualifica professionale di skiman a Biella. Ho cercato di attrezzare il laboratorio per poter effettuare qualsiasi riparazione ed elaborazione per gli sci. Oggi molti agonisti, semplici appassionati, maestri di sci e allenatori si rivolgono al laboratorio EtnaSkilab a Trecastagni, per mantenere efficiente l'attrezzatura o per poter ottenere il miglior tempo in gara. E' un lavoro che dà soddisfazione perché si contribuisce alla prestazione degli atleti oltre che ad aumentare la sicurezza e il divertimento degli appassionati. Dario Teri - Associazione Italiana Ski-Man

Salvatore Tomarchio, una vita sull'Etna

Apriamo la nuova rubrica "STORIE" con un ricordo di Giovanni Tringali su una persona che può essere considerato uno dei pionieri dello sci e della fotografia etnea: Salvatore Tomarchio, classe 1922, appassionato sciatore che il 5 Dicembre 2009 purtroppo ci ha lasciato. Salvatore Tomarchio, una vita sull'Etna, una preziosa eredità di immagini. Il 6 maggio 1922 nasceva a Zafferano Salvatore Tomarchio. Sicuramente durante la sua infanzia dovette essere molto colpito dagli spettacoli naturali che offriva il vulcano sia quando innevato rifletteva il radioso sole delle belle giornate siciliane, sia quando dava sfogo alla sua prorompente energia liberata nelle sue spettacolari manifestazioni eruttive che, in quanto tali, meritavano di essere Immortalate in fotografia. La sua passione di fissare sulla carte la realtà che lo circondava iniziò molto precocemente e già a 7 anni cominciò a fotografare con una macchina a soffietto Kodak avuta in regalo. Era l'Inizio di una carriera di successi dato che in qualità di fotografo eccezionale insegnò per l'appunto fotografia all'Accademia delle Belle Arti di Catania dal 1970 al 1989. Tuttavia le foto della lava fino al 1950 erano grigie e non rendevano le sensazioni della visione reale, ma con l'avvento del colore tutto cambiò e le fotografie delle eruzioni etnee tra cui quella iniziata il 25 novembre 1950 divennero testimoni di uno spettacolo che incute terrore ma allo stesso tempo affascina. Era un frequentatore assiduo dell'Etna quando le cime del vulcano si conquistavano con sudore e fatica muscolare e non comodamente con la funivia o con i motori degli impianti di risalita come avviene oggi. In una di queste escursioni l'8 dicembre 1942 Salvatore, insieme ad altri 4 compagni, scampò per miracolo alla morte nell'osservatorio distrutto dall'eruzione iniziata il 5 aprile del 1971. Infatti a causa delle esalazioni di ossido di carbonio sprigionatesi da un fuoco che avevano acceso per riscaldarsi rimasero tutti intossicati. Purtroppo per uno di loro, Alfio Leotta non ci fu nulla da fare e questa disgrazia segnò molto Salvatore...e dopo quella disgrazia nulla fu come prima. L'Etna è il vulcano dalle forti emozioni ed è forse per questo che Salvatore Tomarchio partendo di buon mattino affrontava la salita con in spalla sci lunghi 2.20 metri dal peso di quasi 20 chilogrammi ... se non c'è passione queste sfacchinate sono inconcepibili! tanta fatica per godere di pochi minuti di discesa con il vento gelido che ti avvolge facendoti sentire l'ebbrezza della velocità ed una sensazione di immensa libertà. Quando ti fermi ti senti pienamente appagato e ripagato per le fatiche della salita e pensi alla nuova escursione. Gli appassionati dell'Etna amano la montagna e le forti emozioni che talora ci regala il vulcano con le sue manifestazioni parossistiche e quando si indossano gli scarponi per salire sulle alture dove domina il deserto vulcanico si avverte una sensazione difficile da descrivere. Certamente le tante volte che Salvatore ha calzato gli scarponi per salire sull'Etna avvertiva queste sensazioni che lasciava fissate sulla pellicola fotografica. In una di queste foto dai colori antichi si vede Salvatore Tomarchio nella Valle del Bove com'era una volta, con il gran cratere com'era una volta, con il fondovalle erboso come era una volta. Oggi tutto è cambiato, al posto dell'erba la sciara, al posto dei fumo il cratere di Nord-Est e al posto di Salvatore ...purtroppo solo il ricordo. Infatti, il 5 dicembre 2009 il fotografo della lava non partiìper le solite escursioni ma per il viaggio dal quale non si ritorna più. Lascia in eredità al figlio Giovanni la sua arte fotografica che ne fa una professione di eccellenza e dalle artistiche riprese di Giovanni Tomarchio trasmesse dalla RAI hanno potuto osservare le spettacolari eruzioni etnee persone che mai sono stati in Sicilia... una preziosa eredità di spettacolari immagini! Credo che questo sia uno dei più bei regali che ci ha fatto Salvatore Tomarchio, magnificamente interpretato dall'abilità e professionalità di Giovanni. I pesanti scarponi di Salvatore non lasciano più impronte sulla neve come quelle di tanti appassionati che adesso ci mancano quando li ricordiamo nella spensieratezza delle escursioni o nei momenti di allegria delle pause di riposo. La sua vita appartiene ora alla Montagna dove regna il silenzio e domina il Signore delle Cime. A chi rimane resta il ricordo e un grande senso di vuoto perché Salvatore Tomarchio nei familiari e nei conoscenti ed amici di vuoto ne ha lasciato tantissimo.

Giovanni Tringali

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