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Etna Nord - Confermato anche per il 2026 il servizio navetta invernale da Linguaglossa

ETNA NORD - Come noto la viabilità etnea non è sempre efficiente soprattutto durante il periodo invernale e spesso pervengono anche a noi richieste di informazioni per conoscere la presenza di eventuali servizi pubblici per giungere nella località di Piano Provenzana. Non vi sono vettori pubblici che offrono questo servizio, ma anche questa stagione, dopo il buon riscontro dell'anno scorso,  la società ETNA TRAVEL SERVICE, organizzerà per chi alloggia o desidera partire dal paese un SERVIZIO NAVETTA LINGUAGLOSSA - PIANO PROVENZANA - ETNA NORD, servizio che inizierà con l’arrivo della prima neve. Segnaliamo da parte nostra che questo servizio è particolarmente utile per chi non è abituato a salire in auto in montagna, quindi evita di dover mettere le catene, evitare rischi collegati alle condizioni nivo-meteo e di dover trovare parcheggio (a pagamento) in quota. Il servizio navetta sarà svolto con diversi mezzi speciali fuoristrada 4x4, e nello specifico, Mercedes Sprinter da 20 posti e Torsus Praetorian da 34 posti, con i seguenti orari e punti di incontro,:

SERVIZIO DAL LUNEDI ALLA DOMENICA
PARTENZA DA LINGUAGLOSSA ore 07:45 Bar Garden (Piazza dei Vespri Siciliani); ore 08:00 Piazza Stazione Circumetnea del paese di Linguaglossa. 
RIENTRO DA PIANO PROVENZANA - Ore 16:30

IL COSTO DEL SERVIZIO A PERSONA:

ADULTI: €15,00 A/R
BAMBINI: € 10,00 A/R

Il servizio va prenotato tramite e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al telefono: 347 7724556

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16 Dic 2025 - Etna. Sciovie ancora chiuse. Si attende la neve.

Etna Nord - Piste ancora chiuse sul vulcano per assenza di neve. In realtà per chi pensi che sia una situazione straordinaria la mancanza di neve in questo periodo o condizionata dagli effetti del riscaldamento globale globale, l'attuale condizione per quanto riguarda le quote delle piste, quindi dai 1800 metri ai 2350 metri è in linea con le statistiche stagionali. Infatti solo poche volte abbiamo iniziato a sciare negli ultimi venti anni prima del 15 di Dicembre. E sporadicamente si è potuto sciare nel periodo natalizio, come lo scorso anno che si iniziò sciare a cavallo tra Santo Stefano e San Silvestro, 31 Dicembre.  Quindi si dovranno attendere o almeno la speranza è questa, che arrivi uno strato di neve sufficiente nelle prossime due settimane tale per consentire l'avvio di stagione anche sull'Etna. Discorso invece più articolato se saliamo di quota e analizziamo le discipline fuoripista, come lo sci alpinismo o il freeride. In effetti al momento abbiamo neve persistente solo sul versante nord occidentale con un minimo strato di una decina di centimetri, questo si invece è un dato sottodimensionato rispetto alle medie stagionali. Pertanto gli appassionati di sport invernali etnei dovranno attendere altre precipitazioni. Ricordiamo per chi volesse comunque entrare un pò nel clima "bianco" che sono già attivi i tesseramenti alla FISI per attivare la polizza assicurativa obbligatoria /vedi Tessera FISI - Assicurazione sci e che a propositi di obblighi, quest'anno è stato introdotto l'obbligo del casco per tutti i fruitori delle piste da sci. Chi volesse fare un regalo natalizio, ha una idea in più!

Molti inoltre ci chiedono quali saranno le piste da sci aperte a Piano Provenzana e se ci saranno novità. Ebbene, ricordando a tutti che EtnaSci è una realtà indipendente dal gestore della stazione sciistica, si attendono comunicazioni ufficiali da parte del gestore STAR/Russo Morosoli in merito al ripristino della seggiovia che l'anno scorso  chiuse a fine Gennaio e non riaprì più per ragioni burocratiche. Ma non ci sono al momento motivi per ritenere che non possa aprire quest'anno con le tempistiche intercorse. Inoltre si attendono le tariffe degli ski pass, eventuali abbonamenti o ticket plurigiornalieri come prassi in tutte le stazioni sciistiche mediamente all'avanguardia, la possibilità di acquisto online o tramite ticket box digitali. Servizi che in base a un sondaggio che abbiamo effettuati la scorsa stagione tra i fruitori, sarebbero molto apprezzati. 

EtnaSci come sempre fornirà informazioni e servizi utili come le webcam, bollettini neve aggiornati dai nostri maestri di sci, video e reel sui nostri sociali (iscriviti subito su fb/etnasci e instragran/etnasci) e altro ancora. 

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Quando si sciava ad Etna Sud. Il ricordo di Franz Zipper

Prima si sciava nel Comprensorio di Etna Sud?

La risposta è certamente affermativa, anche se il versante Sud è stato sempre più penalizzato dall’esposizione al sole, dai venti che nel periodo invernale provengono prevalentemente da Ovest-Nord-Ovest e che tendono a portare via la neve, soprattutto nei tratti esposti e dalla più frequente ricaduta di piroclastiti rispetto al versante Nord. In realtà, lo sci, soprattutto quello alpino sull’Etna, che è un vulcano attivo, ha mantenuto, mantiene, e manterrà sempre un’impronta pionieristica. L’innevamento è sempre più irregolare, e non vi è possibilità di mettere in piedi impianti di innevamento artificiale: non vi sarebbe ritorno economico, e nessuno è disposto ad investire in tal senso, appunto, su un vulcano attivo. Anche se i fatti di questi giorni dimostrano che la voglia di neve, di sciare, è veramente tanta. Il cambiamento climatico è indubbio e la temperatura media appare in rialzo. Si, si sciava ad Etna Sud. Soprattutto dopo le classiche perturbazioni con venti da scirocco-levante, che apportavano quantitativi di neve oggi impensabili (nell’inverno 72-73 la neve raggiunse un’altezza anche di otto metri). E si sciava spesso molto bene, soprattutto a Febbraio-Marzo, quando la neve era divenuta “firn”. Etna Sud era la culla degli sciatori di discesa, mentre Etna Nord, quasi per un tacito accordo, sfornava valenti fondisti.

La Famiglia ZipperEtna Sud fu sede di Gare di grande prestigio, dal Trofeo Duca degli Abruzzi al Trofeo dell’Etna, e poi da ultimo la Tre Giorni Internazionale dell’Etna, vanto dell’indimenticato Mimmo Signorelli. Papà mi raccontava che in uno dei Trofei dell’Etna, il mitico Zeno Colò, poi vincitore, salì dal Rifugio Sapienza all’Osservatorio studiando il percorso che poi segnò con bandierine, che seguì in discesa: perché era proprio una discesa “libera”! I miei ricordi, a flash, risalgono alla fine degli anni ’50, quando fu allestita una sciovia che dal piano sopra l’attuale Funivia, conduceva sotto il monumentino Cagni. Era lunga trecento metri circa, ma la discesa, per me che ero bimbetto, sembrava interminabile. A parte che arrivare al termine della sciovia con sci lunghi oltre 2 metri, attacchi Kandahar ed oltre, era un’impresa. Quando non si poteva andare su, ci si fermava a fare campetto a Fossa della Nave, percorrendo discese di 30-50 metri, seguite da faticose risalite. Poi venne il periodo dello skilift del Monumentino, costruito dai Fratelli Conti con annessa Capanna. La lunghezza era leggermente maggiore. La fune era mossa da un motore Diesel, dovuto all’ingegno dei Fratelli. Mettere in funzione il motore, soprattutto dopo nottate freddo, era un’impresa: i congegni ed il gasolio gelavano e bisognava riscaldarli, accendendo un fuoco. Si, un fuoco sotto il motore! Messo in movimento, il motore faceva un rumore assai forte di ferraglia, ed un fumo denso. In testa all’impianto vi era un collaboratore dei Fratelli, tale Saro, il cui compito era di raccogliere i ganci, e, periodicamente, inviarli a valle, gridando di fare attenzione (ganci! ganci!). La fune scarrucolava spesso, ma rimetterla a posto non era un problema.

La funivia prima del 1971

Se era nevicato di notte, tutti noi, prima di prendere lo skilift, salivamo a scaletta per battere la pista. Pressocchè in contemporanea, operava un gatto delle nevi di proprietà dei compianti Orazio Nicoloso e Mimmo Grimaldi, che faceva viaggi verso l’Osservatorio. Aveva una capienza assai limitata (8 persone max). Prendere la prima corsa implicava una lotta senza esclusione di colpi. Ricordo che in particolare la tenzone vedeva contrapposti da un lato Norberto ed Edy Strickner, mio Padre ed io, dall’altra diversi appassionati, che risiedevano tutti a Barriera del Bosco, e che noi chiamavamo in senso affettuoso-spregiativo “gruppu Barrera”. Un giorno, quelli della Barriera si coalizzarono per non farci passare, perché sapevano che noi salivamo presto per anticiparli. In Piazza S. Maria del Carmelo misero le loro macchine di traverso per ostruire la sede stradale. Mio Padre, uomo compassato e rispettoso, allora mi disse: tieniti forte, e saltò letteralmente sui marciapiedi superando, tra lo stupore del Gruppo Barriera, il posto di blocco. Il gatto delle nevi andava spinto per lunghi tratti soprattutto se vi era neve pesante, ma quando si arrivava all’Osservatorio, la sensazione era indicibile. Padroni del mondo, anche se si scendeva su decine di tipi di neve. Una sola discesa, ovviamente, come capitava anche quando si saliva a piedi. Poi, dopo un lungo periodo di inattività, entrò in funzione anche d’inverno la Funivia dell’Etna, sino al Piccolo Rifugio. La portata oraria era molto limitata, e le code interminabili. Il dispositivo di sicurezza più importante dell’impianto era un enorme corno rosso, appeso ad una travata della Stazione. Tutto in quella Funivia, in realtà, dava un senso di precarietà, ma non è che gli addetti all’impianto fossero incoscienti. Quando entravamo alla partenza, ci accoglievano, si fa per dire, il vecchio Capo Servizio, Tano Mazzaglia, e Don Giovanni Aiello che come prima cosa ci chiedeva “picchì non vi stati e’casi”, augurandosi che la neve terminasse presto, “così finisci stu schifio”. Riempitasi le cabine, gli addetti gridavano al manovratore che si chiamava Recupero “tira Recupero, 14 sulu andata, 2 andata e ritorno”. E traballando, le cabine andavano.

Nel 1968, durante una provvida chiusura scolastica per presunti casi di meningite, andammo a sciare per 5 giorni di seguito, con neve marzolina ottima, ed in quella occasione con Edy stabilimmo il record di discese dal Piccolo Rifugio, usufruendo del vecchio impianto, ben 14. Qualche volta, quando il tempo in quota era inclemente, contattavamo l’autista della SITA, il grande Taccia, dandogli le chiavi delle nostre macchine ed una discreta mancia per venirci a prendere al termine delle discesa che dal Rifugio sapienza andava sin verso il Magazzino delle Arance, a monte Capriolo. Poi venne il tempo delle gare, dei soggiorni al Rifugio Sapienza, al Caminetto. Spesso si rimaneva bloccati. Col nostro grande piacere. E si montavano i pali dietro il Rifugio Sapienza, per passare il tempo. E poi, ancora, tramite la Funivia e lo skilift della Montagnola, vennero i fuoripista comodi, il Canalone degli Svizzeri e la lavagna della Montagnola, la discesa verso la Grotta di S. Barbara. Si, si sciava ad Etna Sud... E ci si conosceva tutti. E ci si accontentava. Il resto è storia recente....

A seguire una piccola gallery a corredo dell'articolo.

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Etna - Il 29 Dicembre 2024 si apre la stagione sciistica!

La società STAR, gestore delle sciovie a Etna Nord, ha comunicato che da domani 29 Dicembre 2024 si apriranno le piste. Queste saranno aperte tutte i giorni anche i festivi come consueto, meteo e innevamento permettendo. Dopo le nevicate del 23/24 Dicembre l'innevamento è stato sufficiente per iniziare la sistemazione delle piste e la messa in sicurezza. La stazione dopo la disastrosa stagione dello scorso anno in cui non aprì mai i battenti finalmente potrà ospitare i tanti - iimpazienti - appassionati. Le piste al momento aperte saranno la Seggivia Pouchoz-Tanaurpi (Pista Blu) e le sciovie Monte Conca e Coccinelle (Piste rosse, intermedie). L'innevamento è buono, piuttosto omogeneo, sui 50/60 cm di media, non molto, ma un ottimo fondo per successive nevicate che si spera possano arrivare a Gennaio. Il gestore ha comunicato prezzi invariati rispetto all'anno scorso, con skipass ridotti durante i giorni infrasettimanali. Prezzi e aggiornamenti costanti sul nostro bollettino neve. Foto in copertina di oggi 28.12.2024

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